Dalla poesia “Io sono nessuno” di Emily Dickinson, è partito il nostro percorso di costruzione dello spettacolo. I momenti di dialogo sui possibili significati della poesia, sulla sua attualità e sulla sua aderenza alle vite dei partecipanti del laboratorio, si sono alternati ad esplorazioni e improvvisazioni sceniche sui temi emersi e sulle dinamiche nascoste tra i versi poetici.
L’identità è un concetto complesso e stratificato, a cavallo tra consapevolezza e inconscio. Nel dialogo con i ragazzi è emerso che essere qualcuno significa tante cose: avere un nome, un corpo, una mente, dei desideri e dei bisogni. Significa provare emozioni, essere visti e riconosciuti e, quindi, poter entrare in relazione con gli altri.
Ma se è vero che essere qualcuno ci delimita e definisce, essere nessuno ci permette anche di essere chiunque.
E’ da questo profondo flusso di riflessioni e dall’occasione esperienziale del teatro che nasce questo spettacolo: il nostro modo di sentirci nessuno ed essere qualcuno.







